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Pericolosa e pericolante l’ex scuola “Brancati”. Le associazioni: «Datela a noi»

CATANIA

Una scuola chiusa da quasi dieci anni, un procedimento lunghissimo e un intero quartiere che chiede di riprendersi uno dei più grandi simboli di abbandono nel quartiere di Librino a Catania. Fino a ieri l’ex plesso dell’istituto “Brancati” di via della Dalia faceva gola solo ai ladri ed ai vandali. Da stamattina, invece, associazioni, volontari, abitanti della zona e parrocchie vogliono riavere quello che, in questo momento, è solo un cumulo di macerie. “ C’è chi vuole fare dell’impianto la sede di laboratori didattici, chi vuole ristrutturare le sale per creare un oratorio, chi preferisce- invece- dare spazio alle associazioni di volontari per realizzare un centro ascolto. Le idee sono tante, l’obiettivo è uno solo: l’ex scuola così com’è ora rappresenta una zavorra che tira a fondo tutto il rione”. A parlare è il presidente della VI municipalità Lorenza Leone. Accanto a lui, Marilena Tosto dell’associazione “H2O”, abitanti di via della Dalia, Don Aristide Raimondi parroco della chiesa “Nostra Signora del Santissimo Sacramento” e tutti coloro che vogliono un destino diverso per l’intera area.  Nel 2009 il plesso che ospitava al suo interno una ventina di aule fu chiuso a causa delle crepe comparse nel soffitto nell’ala est dell’edificio. Gli oltre cento alunni furono trasferiti nella struttura del viale San Teodoro. Nel frattempo- in attesa del documento di agibilità che non arrivò mai- l’edifico venne protetto con inferriate alle finestre e lucchetti alle porte. Come spesso succede in questi casi ladri e vandali si misero all’opera quasi subito. Furono portati via arredi, impianto elettrico ed ogni tipo di materiale ferroso. E’ tutto? Non ancora. A settembre del 2010 gli stessi teppisti diedero fuoco a libri, registri e lavagne. Il rogo causò il crollo di una parte del soffitto.

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