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Palermo, lavoratori Almaviva in stato di agitazione

PALERMO

Stato di agitazione al call center Almaviva di Palermo. 154 persone sono in procinto di essere trasferite a Rende, Cosenza, per la chiusura della commessa Enel Ese. Ieri sono già partite alcune lettere di trasferimento per alcuni lavoratori, che entro il prossimo 24 ottobre dovranno decidere se spostarsi in Calabria o se dare le dimissioni. I sindacati cgil, cisl e uil hanno proclamato lo stato di agitazione. Una situazione che rischia di creare un effetto domino anche sulle altre commesse Almaviva e su tutto il settore. Sono circa 10.000 i lavoratori di almaviva in tutti Italia, 3500 solo a Palermo.

Intanto le segreterie nazionali di Fistel Cisl, Slc Cgil e Uilcom Uil in una nota inviata al ministero dello Sviluppo economico hanno chiesto con urgenza un incontro al dicastero di via Veneto sullo stato della commessa Enel a Palermo, oggi dismessa. «In seguito all’incontro mensile di monitoraggio dello scorso 22 settembre – si legge nella missiva – il 23 settembre Almaviva ha inviato ai sindacati una lettera in cui comunica la volontà di procedere con i primi 150 trasferimenti unilaterali di lavoratori impiegati nella commessa Enel dalla sede di Palermo a quella di Rende (Cs). A fronte di questa improvvisa accelerazione da parte dell’azienda, si chiede una convocazione urgente un incontro alla presenza di tutte le parti coinvolte».

Sulla vicenda il deputato di Sinistra Italiana Erasmo Palazzotto ha presentato un’interrogazione urgente al ministero dello Sviluppo Economico sul trasferimento dei dipendenti del call center. «Il trasferimento collettivo dei 396 dipendenti di Almaviva Contact di Palermo impegnati nella commessa Enel rischia di essere un licenziamento mascherato, sconfessando l’accordo del 30 maggio per il mantenimento dei livelli occupazionali dell’azienda», dice il parlamentare.  «Le condizioni di vita ed il trattamento economico dei dipendenti interessati dal provvedimento – prosegue – risultano difficilmente conciliabili con il trasferimento proposto. Inoltre, rappresenta un’inaccettabile riduzione dell’impegno dell’azienda nella città di Palermo e una conferma di uno stato di crisi ben lontano dal superamento annunciato dal governo nei mesi scorsi».

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