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Rigoli, i cambi e le critiche. Catania, col Fondi vietato sbagliare

CATANIA

«Rigoliiii, questa poi ce la devi spiegare!!!!». E’ l’invito (raccontabile) che, dagli spalti, piove sulla testa dell’allenatore etneo, subito dopo la sostituzione del talentuoso Di Grazia.

Di gran lunga il migliore in campo, ispirato già nel non trascendentale primo tempo. Dalle tribune, prima i fischi (per la scelta), poi le urla e infine gli applausi scroscianti per il numero 23 rossazzurro.

Rigoli la spiegherà, la scelta: «Ha speso tanto, aveva problemi al ginocchio, al suo posto comunque ho messo Russotto». Debolucce, come considerazioni, anche perché la sostituzione è arrivata qualche secondo dopo la traversa colpita (e ancora tremante) da Di Grazia. La coincidenza degli eventi ha fatto scatenare ancora di più i tifosi rossazzurri.

L’indice  di gradimento del popolo rossazzurro nei confronti del tecnico è sceso dall’avvio della stagione. Come sempre incidono (spesso) solo i risultati. Le premesse però, appena un mese fa, erano altre. Successo con la Juve Stabia, con una partita tutto sommato ben giocata, il pari di Andria con tante occasioni sprecate. Dall’1-1 con la Reggina, seguito alle polemiche post Fondi, qualcosa è cambiato. Gli episodi hanno trasformato una vittoria in un pareggio. Così come tanti episodi favorevoli hanno evitato la sconfitta a Matera. Sconfitta che è arrivata ieri, anche perché la squadra (complici anche i cambi) era spezzata in due, vogliosa di vincere e punita in contropiede (al di là del fatto che Zanini andava affrontato in altro modo durante la sua corsa verso la felicità).

Sconfitta colpa solo di Rigoli? Beh, non diremmo. Nel secondo tempo il dominio è stato netto e poi, non c’è l’allenatore davanti alla porta per mettere la palla dentro (ok la sfortuna, ma il Catania ha segnato appena 4 gol in cinque partite). E, senza la penalizzazione, sarebbe a quota 6, comunque una classifica non consona al valore della squadra (anche arrivassero i tre punti con il Fondi, la parte alta della graduatoria sarebbe distantissima). Ricette? Intanto segnare (Paolucci e Calil, che ieri per la verità il gol l’aveva anche fatto, hanno le polveri bagnate dall’esordio), poi individuare un clichè tattico da seguire, per una squadra che ha perso la strada e adesso sembra procedere per tentativi, sballottata fra un ruolo da protagonista, da onorare, e una realtà che parla di tutt’altro.

Col Fondi, mercoledì, diventa già una partita crocevia, per tutti e, come sempre accade, essenzialmente per il tecnico che la società difende e conforta. I laziali vengono da tre risultati utili consecutivi, ma il Catania non può guardare a questo. Perché se gli obiettivi sono importanti, non si può più attendere. Ieri l’hanno urlato a gran voce anche i tifosi: «Bisogna vincere», poi Zanini ha cancellato anche il pari.

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