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Dylan Dog fa trent’anni. Ecco il segreto sulla sua origine

Siamo nel 1986 e l’Italia del fumetto è letteralmente invasa da traduzioni di comics americani con supereroi in calzamaglia e combattenti per la libertà.

Fu proprio in quel fatidico anno che l’italianissima Bonelli pubblica il primo numero di quello che trent’anni dopo è ancora il personaggio fumettistico tricolore più conosciuto al mondo ed invidiato dagli americani: Dylan Dog.

Giacca nera, camicia rossa e viso asciutto da sembrare “un morto che cammina”.

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Questo è l’antieroe italiano che da quel ’86 ha dato vita a film, cartoni e gadget.

Ma la domanda che tutti si pongono è da sempre una: chi ha ispirato l’immagine di Dylan?

Abbiamo posto quest’interrogativo al suo primo disegnatore, Angelo Strano, autore delle prime tavole e, insieme a Tiziano Sclavi, creatore del caratteristico appiglio enigmatico dell’eroe.

«Il personaggio è ispirato alla figura del pittore austriaco Egon Schiele i cui disegni hanno ispirato il mio lavoro, in tutta la creazione del “Dog’s Universe”. La forte somiglianza all’attore inglese Rupert Everett si diceva essere legata ad un’esplicita richiesta dello stesso Sclavi, ma in realtà la somiglianza è solo casuale, almeno nella fase iniziale».

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Proprio l’attore dalla forte mascella e dallo sguardo profondo è il protagonista del primo film ispirato al personaggio a fumetti, nel film “Della Morte Dell’Amore” accanto ad una bellissima Anna Falchi.

Oggi Dylan Dog spegne le sue prime trenta candeline e con ben due Blockbuster made in USA, di scarso successo e poco ispirati alla vera indole del personaggio, si proietta in un settore in piena crescita che vede nei new media una forte spinta economica e produttiva.

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Da tempo si pensa alla realizzazione di una serie tv “tipo Marvel-Netflix”, ma per via della stretta morsa sui diritti da parte della Bonelli, la sua nascita televisiva deve ancora aspettare. Nel frattempo, si festeggia con un nuovo albo in occasione del trentennale, tutto a colori ed in serie limitata, intitolato Mater Dolorosa.

E dire che il primo numero fu un vero fiasco.

«È morto in edicola» – disse il distributore!

Poi capitò l’inevitabile, grazie al passaparola che condusse l’albo a raggiungere la quota delle 500 mila copie vendute in un mese negli anni ’90. Nasce il mito di Dylan Dog.

Auguri caro Dylan, porta sempre con te il fidato amico Groucho e tutta la grinta dei ragazzi degli anni ’80.

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