Ti trovi qui
Home > Cronaca > Amt, Scannella: «Sommersi dai debiti e scelte politiche discutibili»

Amt, Scannella: «Sommersi dai debiti e scelte politiche discutibili»

Non convince il nuovo management dell’Amt. Rappresentanti delle sigle sindacali tra dubbi e perplessità.

 Catania. Un’azienda che annega fra i debiti. Come si può venire fuori da un simile sfacelo? Ѐla domanda che rimbalza da alcuni giorni fra i rappresentanti delle sigle sindacali Cgl, Cisl, Uil e Ugl. E le perplessità sulle ultime nomine all’interno dell’Amt si rincorrono a ritmo incalzante.

Sessantasei milioni di debiti e trentacinque di crediti vantati nei confronti del Comune di Catania. Ai più sembra una missione impossibile. «Puccio La Rosa è una persona valida ma avremmo preferito un management più competente e qualificato. Magari qualcuno che se ne intenda di trasporti e sappia muovere le pedine giuste per uscire dalla voragine che sta inghiottendo i lavoratori». A parlare è Giuseppe Scannella, segretario provinciale Ugl Trasporti.

Scannella, insieme con gli altri segretari provinciali, Mauro Torrisi per la Cisl, Fanco Di Guardo per la Uil e Orazio Magro per la Cigl, ha partecipato stamattina all’incontro con la commissione comunale alla viabilità. Evitare altri disagi al personale della partecipata e scongiurare possibili scenari dove a rimetterci sarebbero ancora una volta gli utenti: sono questi i due obbiettivi da raggiungere ma Scannella sembra scettico «Con tutti questi debiti come dovremmo farcela? Siamo seriamente preoccupati. L’azienda ha chiuso il bilancio del 2015 con una perdita di 5 milioni e ha rosicchiato il capitale sociale; il 2016 si presenta già in perdita. Io mi aspettavo un serio rilancio dell’azienda e invece è stata fatta una scelta politica discutibile ai nostri occhi ».

Il malumore è tangibile, si lamenta l’assenza di un piano industriale e la mancanza di contratti di affidamento. E nel frattempo la partecipata annega fra i debiti cumulati per un surplus di chilometri. La regione ne paga 6 milioni e nove. Una volta superata questa soglia dovrebbe intervenire il comune che invece sonnecchia… e quei cinque euro a chilometro “extra” pesano come un macigno  sulle spalle dell’azienda.

Articoli Consigliati

Top