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L’invito di Job Creation: «Comune illegittimo, dimissioni subito»

CATANIA

Sui cartelloni pubblicitari l’invito a dimettersi rivolto all’intera Giunta, per non aver rispettato la sentenza del CGA che boccia l’intero sistema della cartellonistica. In attesa dell’entrata in vigore del nuovo regolamento sulle pubbliche affissioni prevista per il 2017

«Il Comune di Catania, che non rispetta le sentenze della magistratura, non è legittimato a governare. Dimissioni subito». Lo slogan della Job Creation è perentorio. L’azienda di cartellonistica catanese rinnova puntualmente il suo confronto con l’amministrazione, dando spazio sui propri impianti alle critiche che da più parti colpiscono il governo locale.

«Catania è in condizioni disperate – spiega Maurizio Giuffrida, responsabile amministrativo della società – Il nostro è un urlo di dolore che non coglie solo il nostro caso ma lo stato di salute della città. Va denunciata con forza l’impossibilità di confronto con questa istituzione, così come rilevato da più parti. Mi riferisco a tutti quei movimenti e comitati di cittadini che sbattono inesorabilmente contro un muro di gomma».

Oggi l’azienda di Misterbianco si fa portatrice del malessere diffuso che, a suo giudizio, coinvolge tutti i comparti, dai semplici cittadini all’imprenditoria, ai contesti sociali. Naturalmente, la sua attenzione resta alta sui passaggi relativi al riordino del sistema di impiantistica pubblicitaria, una storia infinita e ancora lontana dalla conclusione. Nel 2015, l’ultimo grado di giustizia amministrativa aveva annullato due note dirigenziali del 2012 e del 2013, stabilendo che l’amministrazione non poteva negoziare con operatori del settore se veniva violato il Piano generale degli impianti. Nella sentenza, inoltre, veniva palesemente sconfessato il protocollo d’intesa siglato dall’amministrazione con gli stessi operatori.

«Ancora oggi – sottolinea Giuffrida – le nostre sollecitazioni non hanno prodotto alcun risultato. Il comune permette ad altre aziende del settore di commercializzare i propri spazi nonostante gli impianti siano abusivi dall’inizio del 2016. Ci viene da credere che i soliti noti vengano sempre tutelati. L’ultimo caso è clamoroso, i manifesti che hanno promosso la festa dell’Unità esposti su impianti “fuorilegge” perché colpiti dalla ormai famosa sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa. Purtroppo, solo i nostri vengono prontamente coperti e verbalizzati. Nel frattempo, attendiamo da un paio di anni un cenno dalla Procura della repubblica di Catania, che ha aperto un fascicolo sulla vicenda».

 

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