Ti trovi qui
Home > Cronaca > Io sono Qè: il grido dei lavoratori parte da Catania e punta a Roma

Io sono Qè: il grido dei lavoratori parte da Catania e punta a Roma

CATANIA

«Siamo noi, siamo noi, i ragazzi del Qè  siamo noi…». Scendono in piazza i lavoratori del call center di Paterno Qè muniti di fischietti, striscioni, bandiere e magliette con su scritto “Io sono Qè”. Sono tanti, uniti e combattivi la loro voce è una sola, chiedono il loro lavoro, quello che gli stanno portando via e sul quale molti hanno investito, sogni, progetti e una famiglia. 600 lavoratori dipendenti dell’azienda Qè si ritrovano sotto procedura fallimentare, stanchi del silenzio dei loro superiori e degli stipendi arretrati hanno deciso di protestare. Il loro scopo è solo uno «Vogliamo farci sentire, arrivare fino a Roma vogliamo smuovere dalle poltrone tutti i politici, compreso Renzi».

a-manifestazione-sciopero-qe-catania-ultimatv-vmm_7936

Abbiamo contatto Devide Foti, segretario generale SLC Cgil, che ha seguito oggi l’incontro al Palazzo Elsa, e ci ha ragguagliato sulla questione Qè. «Questa mattina siamo stati ricevuti dal dottore Cauto al quale abbiamo spiegato la situazione del call centerr e dei suoi lavoratori, e abbiamo chiesto un impegno concreto da parte della regione. La preoccupazione è data dal forte intervento delle committenti (enel – inps/trans.com – wind – sky) abbiamo paura che i volumi di traffico siano già suddivisi nel territorio italiano questo porterebbe l’assenza di lavoro per il call center. Il dottor Cauto ha subito chiamato all’assessore Mariella Lo Bello che si è resa disponibile a incontrarci venerdì prossimo. Per tanto avremo l’appoggio della Regione quando ci troveremo a discutere la situazione Qè al tavolo del MISE»

a-manifestazione-sciopero-qe-catania-ultimatv-vmm_7951

Questa mattina abbiamo camminato con i dipendenti Qè lungo il corteo partito da piazza Roma e conclusosi presso il palazzo Elsa sede degli uffici di presidenza della Regione di Catania, e abbiamo ascoltato e accolto, alcune loro testimonianze.a-manifestazione-sciopero-qe-catania-ultimatv-vmm_7939

Loredana – lavoratrice da 7 anni: «Manifestiamo per ritrovare di nuovo il nostro lavoro perché l’imprenditore “buffone” ci ha abbandonato. Da giugno non percepiamo gli stipendi e adesso non abbiamo più un lavoro, tutto è stato sospeso. Gridiamo e ci devono sentire tutti anche Renzi che nei suoi discorsi parla di un aumento dell’occupazione in Italia, questo non è vero almeno no qui e voglio ricordagli che la Sicilia fa parte dell’Italia. Noi reclamiamo i nostri diritti e la possibilità di lavorare ci sono in ballo 600 famiglia nella nostra azienda»

a-manifestazione-sciopero-qe-catania-ultimatv-vmm_7955-2

Vincenzo – « Siamo qui in sciopero forzato e pretendiamo una prospettiva per il nostro futuro. Da 4 mesi non veniamo pagati, prima di giugno l’azienda non aveva avuto squilibri, c’era una continuità oggi, invece, non c’è più uno sbocco per questa situazione. Io dovrei sposarmi l’anno prossimo ma non so come iniziare a metter su famiglia sono stanco di posticipare la data. Questa è l’Italia di oggi dove un giovane ha voglia di fare vuol investire ma ci tolgono le opportunità e le speranze. Manifesto perchè voglio che coloro che si trovano comodamente seduti nelle poltrone del potere si alzino e vengano ad aiutarci, abbiamo contattato tutti, consiglieri, sindaci, onorevoli perché devono darci un aiuto concreto. Siamo tutti QE’»

a-manifestazione-sciopero-qe-catania-ultimatv-vmm_7958

Patrizia – «Lavoro per Qè dal 2009, il nostro è un servizio sociale spero che le istituzioni si muovano per questo, per la salvaguardia non solo di noi dipendenti ma soprattutto dei Co.co.pro. che non hanno nessuna tutela. Speriamo che questa manifestazione arrivi alle istituzioni così che il ministero possa salvaguardare il nostro posto di lavoro, abbiamo fiducia nello stato. Tra noi ci sono tanti single tanti capofamiglia che hanno necessità di ricevere ogni mese il loro stipendio»

a-manifestazione-sciopero-qe-catania-ultimatv-vmm_7962

Antonio – «È successo tutto nel giro di uno anno e mezzo, prima con la cassa integrazione e la solidarietà sono riusciti ad ammortizzare e nascondere le difficoltà dell’azienda, che realmente c’erano. Successivamente hanno smesso di pagarci  cercando di trovare delle soluzioni, ma noi lavoratori non potevamo più vivere con uno stipendio ogni quattro mesi quindi siamo scesi in lotta. La situazione attuale è molto preoccupante, abbiamo garanzie dall’Inps solo per i prossimi tre mesi, dopo  non avremo nulla che ci tuteli. Questa è la nostra battaglia, siamo scesi a gridare a gran voce i nostri diritti e speriamo che le nostre parole arrivino fino a Roma per cercare un dialogo. Io ho una famiglia ho bisogno di uno stipendio e i call center in Sicilia sono orami le uniche realtà che permettono un guadagno con il quale tentare di vivere in questa realtà problematica che è l’Italia»

a-manifestazione-sciopero-qe-catania-ultimatv-vmm_7957

Articoli Consigliati

Top