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Omicidio Miceli, svolta: due persone indagate

 

AGRIGENTO 

Cattolica Eraclea. Sembrerebbe ci sia una svolta al caso “Miceli”, il 67enne di Cattolica ucciso lo scorso 7 Dicembre con un colpo di granito alla nuca e, successivamente, colpito ripetutamente e ferito con più oggetti contundenti.

Il fatto.  Fin da subito i carabinieri, che si occupano del caso, hanno cercato di ricostruire il possibile movente. L’ipotesi più accreditata è apparsa subito quella della lite sfociata nell’omicidio (Miceli, artigiano, aveva con se circa € frutto di un acconto per un lavoro da eseguire). L’indagine è condotta dai carabinieri della locale stazione, diretta dal maresciallo Liborio Riggi. Circa 60 giorni dopo il cruento omicidio finirono nel registro degli indagati finirono iscritte due persone, entrambi lavoratori nel settore dell’edilizia, G.S 47 anni e G.C 40 anni. In particolare, i due uomini furono avvistati a bordo di una macchina ad alta velocità uscire dalla via Crispi, teatro dell’omicidio, imbucando un’altra arteria contromano. Come primo atto furono sequestrate le auto di entrambi i soggetti, già conosciuti dalle forze dell’ordine per piccoli precedenti penali.

La svolta. A quasi un anno dall’omicidio, nella giornata di ieri, il colpo di scena: grazie ad alcune perquisizioni e controlli effettuati dai carabinieri, in particolare modo quelli condotti dai Ris di Messina, sembrerebbe si siano trovate delle tracce biologiche. Gli indagati, che sono sempre stati in due, adesso potrebbero crescere di numero. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore di Agrigento, Silvia Baldi.

di Giuseppe Castaldo

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