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Tariffe aeree: inchiesta Antitrust, Siciliani infuriati

Su esposto dell’associazione Codici, il Garante ha aperto un’indagine sulle tariffe praticate per le tratte aeree tra Catania e Milano. Da qui è nata una reazione a catena che sta coinvolgendo l’intera regione   

«A inizio dicembre andrò a New York. Per il biglietto aereo, andata e ritorno, spenderò 356 €». E’ il finale sarcastico, ma tremendamente reale, della mail scritta da una signora di Palermo e inviata all’associazione Codici dopo aver appreso dell’apertura di un’indagine, da parte dell’Antitrust, sui costi proibitivi delle tariffe aeree da e per la Sicilia. Nel luglio scorso l’associazione aveva presentato un esposto al garante per il mercato e la concorrenza sul costo dei tagliandi relativi alle tratte Catania – Milano e Milano – Catania, gestiti con cifre oscillanti tra i 300 e i 700 €.  Da un paio di giorni la posta elettronica dell’associazione dei consumatori è presa d’assalto, con siciliani arrabbiati che raccontano storie di ordinaria insularità. Le innumerevoli peripezie di chi parte e di chi torna.

«Stiamo ricevendo una valanga di mail – spiega Manfredi Zammataro, portavoce dell’associazione – Siamo sommersi di segnalazioni e stiamo preparando una memoria integrativa da inoltrare al Garante, perché il problema si allarga a macchia d’olio e coinvolge tutta la Sicilia. Oggi abbiamo elementi che riguardano, ad esempio, le tratte Catania – Bologna o Palermo – Bergamo. Il viaggiatore medio è il paziente che si reca fuori per una visita medica, lo studente fuori sede, gli insegnanti della cosiddetta buona scuola. I costi sono davvero esagerati. A luglio abbiamo ricevuto le prime segnalazioni e dopo un’indagine, condotta come simulazione d’acquisto fatta sui motori di ricerca, abbiamo scoperto che la tratta Milano – Catania costava più di quella Roma – Tokyo».

La nota della direzione agroalimentare e trasporti, presso la direzione generale per la concorrenza, comunica l’apertura di un fascicolo per l’accertamento dei fatti. Un passaggio fondamentale per l’associazione Codici, che attende un segnale anche dall’Enac, l’ente nazionale che ha il compito di vigilare sul trasporto aereo.

«L’Enac deve intervenire – Zammataro rincara la dose – perché deve garantire il diritto alla mobilità di noi isolani. Non può essere solo un fatto di mercato, seppur comprensibile. Deve sollevare il problema e acquisire, una volta per tutte, il criterio di prossimità. In Sardegna funziona così da tempo».

Naturalmente, il fenomeno non può non coinvolgere anche le istituzioni, un ulteriore passaggio che Manfredi Zammataro attende con curiosità per dare solidità alla battaglia che sta conducendo.

«Noi andiamo avanti a prescindere – sottolinea il portavoce di Codici –  A giorni elaboreremo un dossier che sottoporremo all’attenzione di tutti i gruppi politici siciliani perché possano, in seguito, sollevare la questione nelle sedi istituzionali. Sinora, sono stato contattato solo dal senatore Andrea Vecchio. Ma investiremo tutti del problema».

 

 

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