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Catania, Teatro Moncada: 10 mln di € in fumo

Quattro volte inaugurato e altrettante distrutto. Oggi del teatro Moncada non restano in piedi nemmeno i muri. La storia del Teatro Moncada è caratterizzata  da milioni di euro sborsati per ritrovarsi alla fine un edifico di quattro piani completamente sventrato. I lavori per la sua realizzazione cominciarono vent’anni fa con i fondi degli accordi di Programma per Librino.

Catania. Salvare il salvabile. Ovvero proteggere ciò che ancora resta del Teatro Moncada nel quartiere di Librino a Catania. Facile a dirsi. Perché capire cosa può essere veramente riutilizzato in un’area di 1.400 metri quadrati con una sala che – sulla carta – potrebbe ospitare circa 500 persone ed accogliere gli attori su un palcoscenico (sfondato) di 150 metri quadrati è veramente un’impresa: ferro, infissi, rame, materiale elettrico, seggiolini, tubature sono stati portati via. Non c’è più nulla, nemmeno i muri, nemmeno le saracinesche, nemmeno il palcoscenico ridotto ad un gruviera. Tutto a pochi passi da quel Palazzo di Cemento che aspetta, anche lui, il suo riscatto. Ma ci sarà?

La storia del Teatro Moncada è caratterizzata da inaugurazioni e da milioni di euro sborsati per ritrovarsi alla fine un edifico di quattro piani completamente sventrato. I lavori per la sua realizzazione cominciarono proprio vent’anni fa con i fondi degli accordi di Programma per Librino. Costo del cantiere 5 miliardi di lire di allora. Il teatro veniva dotato di 1400 metri quadri di superficie, una sala per 476 persone, palcoscenico di 150 mq, cabina regia, spogliatoi. E ancora, camerini, magazzini e ampi locali per prove e laboratori. Nel 2000 venne ultimato il primo stralcio dell’opera. Senza controlli, senza custode fu visitato dai vandali ancor prima di essere inaugurato. A febbraio di due anni dopo la struttura viene completata con l’istallazione di infissi interni ed esterni, la predisposizione delle canalizzazioni per gli impianti e la pavimentazione dello spiazzo davanti all’ingresso principale dell’edificio. Pochi mesi di attesa è vengono portati a termine pure i collaudi. Nel  Gennaio del 2002 l’amministrazione di allora attivò un mutuo di 4 miliardi di lire alla cassa depositi e prestiti per il completamento della struttura: impianti elettrici sia di scena che di servizio (850 milioni di lire), impianti di climatizzazione (563 milioni), impianto anti incendio, gli arredi (780 milioni) più altro denaro che fu destinato alla bonifica ed alla pulizia dell’area circostante. Neanche un centesimo,invece, fu destinato alla sicurezza con il risultato che gli attacchi vandalici continuavano. Nel novembre del 2005 la struttura viene visitata dal’On. Buttiglione – allora Ministro dei Beni Culturali – per constatare le condizioni del teatro del viale Moncada. In quell’occasione Palazzo degli Elefanti presenta un nuovo documento che indica lo stato dei lavori e si impegna a completare l’opera entro giugno del 2006. Nuovo mutuo da quasi 3 milioni di euro per cominciare la riqualificazione del teatro con il cantiere che si sarebbe dovuto concludere entro la metà dell’anno successivo. Nel 2007 cominciano i sopralluoghi per portare all’apertura del “Moncada” in pochi mesi. Cosa che avviene a metà dicembre quando, a tagliare il nastro per celebrarne la sua quarta inaugurazione, c’erano l’allora assessore ai Lavori Pubblici di Catania Filippo Drago e l’ex direttore artistico del teatro Stabile Giuseppe Di Pasquale. A fare da cornice all’evento la manifestazione “Natale a Teatro”: spettacoli natalizi, con cui coinvolgere gli alunni delle scuole e le associazioni del quartiere. Passato dicembre, il teatro Moncada sarebbe stato poi restituito il 15 gennaio del 2008 al territorio. Librino ancora aspetta. Aspetta la quinta inaugurazione di un impianto che oggi non esiste.

 

 

 

 

 

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