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Catania, la miglior difesa torna all’attacco?

I rossazzurri hanno la difesa meno perforata del girone (seppur con una partita da recuperare). Può bastare per individuare una tendenza? Ancora no, anche perché le lacune e le disattenzioni non mancano, ma guardando al recente passato si trova una dote delle squadre di Rigoli.

Catania. Vuoi vedere che il Catania una sicurezza già ce l’ha! Manca il gioco? Qualche interprete atteso sta aspettando un po’ troppo per farsi vivo? Il centrocampo non riesce a manovrare al meglio nella metà campo offensiva? Beh, si può sopportare fino a quando la difesa regge. Anche se, va detto, poi bisognerebbe segnare.

In Italia, prendere pochi gol è spesso sinonimo di una buona stagione. Con la rete subita dal Foggia al San Filippo, il Catania è la miglior difesa del girone C di lega Pro.

Due reti incassate in quattro partite, con una partita in meno rispetto alla maggior parte delle contendenti. Si obietterà che già questa considerazione rende il dato non molto significativo. Si obietterà ancora che se i vari Negro e Infantino avessero preso bene la mira domenica a Matera, tutte le statistiche sarebbero andate a farsi benedire. Beh, la fortuna fa parte del gioco. Si dirà che, al di là dei numeri, finora il reparto arretrato non ha sempre dimostrato costante solidità, però va detto che la fase difensiva investe l’intera squadra e, in quattro partite, la squadra di Rigoli, non era mai andata in sofferenza, in termini di gioco e occasioni, come successo in terra lucana. 

Fra parentesi, complici la squalifica di Djordjevic e il recupero programmato di Bergamelli, Rigoli dovrà far quadrare i conti dietro, contro l’Akragas. In molti aspettano proprio il ritorno di Bergamelli per garantire sicurezza dietro, ma pazienza se Gil (o Drausio) non parla ancora la lingua, il Catania dietro tiene, almeno questo dicono i numeri. Complice Pisseri che, se si eccettua l’uscita avventata che ha procurato il rigore del Matera (poi non trasformato), è il migliore del gruppo. Ma il portiere è lì per questo.

Fra parentesi, l’attenzione difensiva è un marchio di fabbrica di Rigoli: l’anno scorso ad Agrigento, appena subentrato a Legrottaglie tenne la porta praticamente inviolata (1 solo gol subito) per quasi due mesi, costruendo così la salvezza.

Si dirà, ma il Catania non deve lottare per la salvezza. Lo dice lo stesso Lo Monaco. A parte la questione penalizzazione, che incide, qui deve arrivare il supporto degli attaccanti. E allora, appare chiaro che i 4 gol segnati non sono certo granché. Tre però sono stati siglati nell’unica partita casalinga fin qui giocata (con la Juve Stabia, che da allora le ha vinte tutte. Non c’entra col discorso che facciamo, ma qualcosa vorrà pur dire). Adesso ci sono due partite di fila in casa. E se tornasse protagonista Paolucci? 

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