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Pesca, la Sicilia ha restituito 90 milioni di fondi Ue

La Sicilia ha dovuto restituire 90 milioni di euro di fondi all’Unione Europea 

Catania. «Per il periodo 2007-2014 la Sicilia ha dovuto restituire all’Unione Europea oltre 90 milioni di euro sui 151 che le erano stati assegnati per il settore pesca. Dobbiamo fare meglio in futuro, utilizzando interamente i circa 120 milioni che il nuovo fondo europeo destina alla difesa e allo sviluppo di quella ‘Economia Blu’ che dovrebbe

rappresentare il core-business dell’Isola». Lo ha affermato Enrica Mammucari, segretaria della Uila Pesca, al convegno del sindacato a Catania su Opportunità di rilancio e sviluppo della pesca in Sicilia, con i segretari Uila Sicilia, Nino Marino, Uil etnea, Fortunato Parisi, e il sottosegretario Giuseppe Castiglione. Enrica Mammucari ha sottolineato «la proficua collaborazione con il ministero per l’Agricoltura e le Politiche alimentari», ma anche ricordato come «la scarsa capacità di valorizzazione della pesca italiana sui mercati che ci costringe a importare il 70% prodotto consumato». Sui problemi del comparto si è soffermato Tommaso Macaddino, nuovo segretario Uila Pesca Sicilia: «Dal Fondo europeo Feamp – ha detto – ci aspettiamo di trarre nei prossimi 4 anni una serie di occasioni di crescita, perché il comparto emerga dalle secche nelle quali si trova ormai da troppo tempo».

«Innovazione, sicurezza, lavoro di qualità e politiche di filiera – ha concluso Maccadino –  sono elementi strategici per il futuro della pesca siciliana, avendo cura di tutelare tutte le 31 marinerie dislocate nei nostri1500 chilometri di costa». Nino Marino ha ribadito «il ruolo sempre più centrale della pesca, accanto a settore forestale e agroalimentare, nell’impegno della Uila».

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