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Fertility day: l’invito a fare figli (in fretta)

Il 22 settembre è la giornata dedicata alla sensibilizzazione sul tema della fertilità e sul rischio della diminuzione delle nascite. Un invito che il Ministero della Sanità rivolge alle copie italiane. Ma la campagna ha attirato polemiche e critiche

Da mesi il ministero della Salute ha avviato una campagna di sensibilizzazione sul tema della fertilità, per invitare le coppie italiane (o chi vive in Italia) a fare figli il prima possibile. Una campagna che sui social, ha attirato e sta attirando tuttora, a pochi giorni dalla sua messa in pratica (il 22 settembre) molte critiche e commenti.
Ma cos’è il “Fertility Day”?
È una giornata dedicata alla sensibilizzazione sul tema della fertilità e sul rischio della denatalità, cioè della diminuzione delle nascite. Ed è la prima volta che un’iniziativa del genere viene istituita in Italia (in altri Stai europei le iniziative dedicate alla “fertilità” sono rivolte più spesso a chi soffre di infertilità, come in Irlanda e Nuova Zelanda).
Per il 22 settembre sono previste diverse iniziative fra cui quattro “tavole rotonde” sul tema della fertilità a Roma, Bologna, Padova e Catania.

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L’iniziativa del “Fertility Day” è stata molto criticata online perché accusata di innescare un processo di eccessiva pressione sulle donne affinché facciano figli il prima possibile.
E ognuno la pensa a proprio modo: che nessuno deve mettere fretta; che i figli si fanno quando si ha una politica economica che supporta le famiglie, e un regime fiscale che non appesantisce; quando nell’ambito del lavoro non si è penalizzati; quando le scuole funzionano; quando la sanità è presente.
E non è finita: chi ha avuto figli (e senza problemi), non coglie la delicata questione; chi invece deve avvalersi di un “aiuto” si sente pressato…
Messa così, se da una parte si ha ragione, dall’altra però non si vive più!

Il “Fertility Day” è stato istituito a partire da un documento lungo 137 pagine e pubblicato nel maggio 2015, del ministero della Salute intitolato “Piano nazionale per la fertilità”. Nel documento sarebbero previsti anche corsi ed eventi appositi per medici, campagne sui giornali e nelle scuole.
Il primo obiettivo del piano sarebbe quello di «informare i cittadini sul ruolo della Fertilità nella loro vita, sulla sua durata e su come proteggerla, evitando comportamenti che possono metterla a rischio». In relazione al “Fertility Day”, lo scopo è «celebrare questa rivoluzione culturale istituendo il “Fertility Day”, Giornata Nazionale di informazione e formazione sulla Fertilità, dove la parola d’ordine sarà scoprire il “Prestigio della Maternità”».

In Italia il tasso di fecondità è piuttosto basso, analogamente ad altri paesi europei quali Spagna e Germania. Secondo l’ISTAT nel 2014 è stato un tasso identico a quello registrato dieci anni fa ossia la percentuale dell’1,37.
L’Istituto Superiore di Sanità dice che un calo “significativo ma graduale” si verifica dai 32 anni in poi, e un altro dopo i 37; altri esperimenti recenti hanno ipotizzato un netto calo dai 35 anni in poi, altri ancora l’assenza di netti cali della fertilità nelle donne fino ai 40 anni.

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