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Parcheggio Bellini: spaccio e minacce

Borse e scarpe sono solo il contenitore fittizio del vero commercio che si consuma tra le vie che intersecano corso Sicilia: lo spaccio di droga. Intimidazioni e minacce sono pane quotidiano per gli sfortunati spettatori, preoccupati per l’atteggiamento noncurante degli extracomunitari

Catania. Un clima di tensione quello che si respira tra le vie di corso Sicilia, dove il degrado abbonda e il controllo scarseggia. Tanti extracomunitari, tante bancarelle, tanto caos. Atmosfera ideale per muoversi tra la folla, indisturbati, con in mano delle scarpe apparentemente innocue ma che in realtà contengono sostanze stupefacenti.

Accade all’interno del parcheggio Bellini, al piano meno 1, dove i custodi effettuano i soliti giri di controllo. «Basta fare un giro all’interno del parcheggio, per notare che sono molte le cose che non vanno bene qui – commenta un vigilante – in pieno giorno all’interno del parcheggio avvengono fatti spiacevoli, entrano molti extracomunitari, alcuni violenti, altri ubriachi. Spacciano droga e se ti capita di trovarti lì, di assistere, di vedere qualcosa, ecco che parte la minaccia. Abbiamo tutti molta paura».

Una situazione che va avanti già da tempo, silenziata dalla paura di finire male, di dire, di gridare, che il parcheggio Bellini non è un posto sicuro, non è un semplice parcheggio, bensì un luogo deputato al degrado sociale. Ma le volanti, le forze dell’ordine, i poliziotti che passano ogni giorno nei dintorni, probabilmente sanno quel che succede o comunque immaginano le dinamiche della vicenda, ma anche loro devono fare i conti con le carenze di organico, oltre che di quelle strutturali. I controlli non sono costanti e la gente che vive il quartiere si lamenta.  «Non ci sentiamo tutelati, siamo abbandonati a noi stessi con la paura di fare prima o poi una brutta fine – conclude il vigilante – quello che i cittadini vorrebbero è che tutti gli extracomunitari venissero regolarizzati, magari tenuti sotto controllo se hanno degli atteggiamenti che minano la tranquillità pubblica. Del resto, non sono mica tutti spacciatori, tutti violenti, tutti cattivi. Hanno un atteggiamento così sprezzante e prepotente, come se al loro cospetto la legge perdesse ogni efficacia. Qualcuno dovrà pur intervenire, prima o poi…»

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