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Buscema: «Senza vaccini avremmo milioni di morti»

Il caso del bimbo di Palagonia riaccende il dibattito. Per il presidente dell’Ordine dei Medici di Catania «e’ controproduttivo creare allarmismo. Ben venga l’accertamento della magistratura su eventuali lotti incriminati. Tuttavia pensare di abolirli sarebbe fare un passo indietro nella scienza, ritornare come trogloditi»

Catania. «La medicina e’ una scienza che si basa sui numeri – spiega Buscema – E i numeri dicono che vaccinarsi equivale a salvarsi la vita. Purtroppo negli ultimi anni abbiamo assistito a rari episodi nefasti, come la morte del piccolo di Palagonia o di due anziani in seguito al vaccino antinfluenzale. Per questo ben venga l’accertamento della magistratura, per scongiurare eventuali lotti danneggiati. Dall’altra parte e’ comprovata una casistica di oltre 6 mila decessi di over 65 per complicanze legate all’influenza. L’umanita’ ha fatto passi da gigante, demonizzare tout court i vaccini sarebbe chiedere all’uomo di scienza di ritornare come troglodita»

Presidente, restando sui casi di cronaca, si assiste purtroppo a nuove aggressioni ai danni del personale medico, come quelle dello scorso inverno accaduti a operatori dell’ambulatorio di Nicolosi. L’Ordine di Catania ha preso una posizione molto dura nei confronti dell’Asp al riguardo

«Esiste un decreto regionale che, dal 2010, impone  a tutte le Asp di dotare di allarmi sonori e sofisticati sistemi di videosorveglianza le guardie mediche del territorio. Qualcuno li ha mai visti? Lo scorso febbraio abbiamo assistito ad un vero e proprio assalto nella notte nell’ambulatorio di Nicolosi. L’Ordine si e’ riunito e chiesto con lettera scritta un intervento urgente dell’Asp. Quest’ultima si e’ impegnata ad adeguare le strutture entro due mesi. Siamo a fine settembre. Qualcuno li ha mai visti? Ci troviamo dinnanzi al quesito dei quesiti. Chi controlla i controllori? E soprattutto chi riesce a garantire ai medici di operare in assoluta sicurezza nell’interesse dei professionisti e dei malati?»

A proposito di sicurezza, l’Ordine dei Medici regionale ha recentemente approvato il “Life support emergency management”. Ci spiega di cosa si tratta?

«Il punto di partenza e’ semplice: siamo realmente preparati ad affrontare una maxi-emergenza nel malaugurato caso di eventi sismici o calamita’ naturali? Prendo in prestito la frase di un direttore generale: ‘le raropatie sono rare solo quando non interessano personalmente’. Non possiamo farci cogliere impreparati. Per questo ci stiamo dotando di sofisticatissimi tendoni gonfiabili, sistemi modulari in grado di essere operativi appena un’ora dopo l’evento. Stiamo dando vita ad un coordinamento tra Protezione civile, 118 e medici di famiglia, coloro che conoscono tutte le situazioni di disagio nelle piccole comunita’ locali, per oleare un sistema di emergenza. Gia’ da Ottobre partiranno una trentina di corsi di formazione».

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