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BRT: la linea veloce che si fa attendere

La situazione dei mezzi pubblici nella città etnea appare sempre più nera e incerta. Tanti i malcontenti che hanno portato ieri allo sciopero di 24 ore indetto dai sindacati Faisa e Fast,  al quale hanno aderito il 95% dei lavoratori del Amt. 

Catania. I disagi sono innumerevoli e coinvolgono in primis i dipendenti dell’Azienda Municipale Trasporti che vivono questa situazione da troppo tempo, ritardo dei pagamenti, mancanza di flessibilità negli orari lavorativi e assenza delle giuste condizioni di sicurezza dovute alle vetture fatiscenti. Ma le lamentele provengono anche dai cittadini  indignati dall’attuale situazione dell’azienda dei trasporti catanese, stanchi dei perenni ritardi e delle interminabili attese, della calca pressante all’interno degli autobus e della numero ridotto di mezzi disponibili.

In una città in crescita l’insufficienza di una adeguata rete di trasporti cittadina è pari a una paralisi, spostarsi senza la propria autovettura, ricorrendo all’utilizzo dei bus, come avviene in tutte le città del mondo, è quasi un salto nell’ignoto, un’avventura ai limiti del possibile. E allora cosa succede? Accade che i cittadini in rivolta si scagliano contro i lavoratori dell’Amt che a loro volta, sono rabbiosi contro l’azienda. Tutto ciò non porta risultati, anzi al momento al vertice della società non c’è nessuno che ne risponde, solo molta confusione.

Ai tempi della nascita della Brt (Bus Rapid Transit) nel 2013, oltre a modificare la circolazione catanese, la nuova linea doveva garantire una fruizione migliore tra il centro cittadino e le zone più periferiche, aumentando il numero di mezzi. La linea preferenziale aveva il compito di velocizzare le corse e quindi diminuire l’attesa dei passeggeri, inoltre la creazione dei parcheggi scambiatori doveva influire positivamente sul flusso, sempre più cospicuo, di auto in città e di fatto limitare il traffico.

In questi 3 anni le speranze riposte nella Brt si sono miseramente dissolte, la costruzione della linea ha soltanto aumentato i disaggi stradali, come nel caso della via Passo Gravina, dove ha recato una riduzione delle corsie, soprattutto nel tratto che convogliava sotto il ponte del Tondo Gioeni. Con il cambio di sindaco e l’avvento di Bianco il ponte è stato abbattuto e la circolazione deviata nella stretta via Paolo Bentivoglio, dove adesso passa anche la Brt, abbandonando quella linea preferenziale che doveva agevolarla. Altri lavori erano stati compiuti nella zona dei Due Obelischi per la creazione del parcheggio scambiatore con ulteriori deviazioni e chiusure di strada, ad oggi il parcheggio è sempre vuoto, se non per le poche auto dei dipendenti.

Un altro grande flop da registrare e nessuna agevolazione per i cittadini costretti ancora ad usufruire di un servizio scadente. Oggi la situazione della Brt non sembra migliorare, continuano le promesse del comune che garantisce un imminente aumento dei mezzi, puntualità e velocità, ma all’orizzonte non sembra delinearsi un futuro roseo ne per i dipendenti ne per i tanti cittadini che ancora attendono quella linea veloce tanto acclamata.

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