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Bombe a NY: la tecnologia scova il sospettato

Arrestato il 28enne afgano, Ahmad Khan Rahami, sospettato di aver piazzato l’ordigno esplosivo nel quartiere di Chelsea a Manhattan. Dopo averlo identificato grazie alle impronte digitali su un ordigno, l’Fbi e la polizia hanno diffuso la sua foto

L’alert ha preso vita grazie alla tecnologia, con la diffusione della foto che ritraeva il suo volto. La foto è stata vista da tutti i cittadini di New York: una diffusione virale che ha permesso una rapida cattura.

Accusato di tentato omicidio, il sospettato Ahmad Khan Rahami è stato arrestato e accusato di aver piazzato un ordigno esplosivo nel quartiere di Chelsea a Manhattan, causando molti danni e ferendo 29 cittadini. La bomba era stata progettata per colpire quante più vittime possibili: l’ordigno conteneva centinaia di schegge metalliche.

La rapidità della cattura merita di certo un encomio speciale, le autorità newyorkesi si sono mosse strategicamente coordinando le ricerche in tutto il territorio, ma il merito in gran parte è della tecnologia. Grazie alla rete internet, al giorno d’oggi, far circolare una foto a livello internazionale è abbastanza facile. Infatti, numerose sono state le segnalazioni di avvistamento del ricercato Ahmad Khan, che ha cercato nascondiglio nel New Jersy. Alcune persone hanno affermato di averlo visto al rifornimento di benzina, una barlady invece, ha dichiarato di aver riconosciuto l’uomo della foto identificandolo nel cliente che, qualche ora dopo l’esplosione, si è recato all’interno del pub per comprare una birra.

Certo che la polizia fa quel che può, così come la tecnologia: due forze che, se collimate, diventano infallibili. L’auspicio di ogni cittadino è che, questa doppia forza, possa essere applicata prima o poi anche in Italia: per una giustizia e una sicurezza pubblica più smart.

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