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Sanità: togliamo al pubblico per dare al privato?

Chissà perché nessuno crede all’assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi quando cerca di rassicurare gli animi dei manager delle strutture ospedaliere, dei direttori sanitari e dei sindacati che invece sono sul piede di guerra? E i privati? C’è chi sta organizzandosi per bene. I dati sui tagli, parlano chiaro: 164 sono i posti letto per “acuti” e 197 per “post-acuti”.

Catania. «Nessun ospedale di questa regione verrà chiuso finché avrò la responsabilità della Sanità in Sicilia». Così si pronuncia Baldo Gucciardi assessore regionale alla Salute, a margine di una presentazione di un progetto pilota sulle maxiemergenze che si è svolta nella sede dell’Ordine dei medici di Palermo, parlando delle polemiche sulla bozza di piano di rimodulazione della rete ospedaliera in Sicilia, presentata nei giorni scorsi.
Sulla rimodulazione si è scatenato il putiferio. Ma lui cerca di rassicurare gli animi di tutti: «I posti letto in Sicilia ad oggi sono 18.051, ha precisato; quando invece erano circa 16.600 quelli attivi all’1 gennaio 2015». Quasi a voler far capire che non ha intenzione alcuna di voler tagliare i posti letto.
Ma intanto sono sempre più in bilico circa 400 posti (361 per l’esattezza) che dovrebbero essere tagliati dal pubblico… ma l’assessore smentisce. Tanto che la stessa Beatrice Lorenzin, ministro della Sanità, ha inviato una nota all’assessore Guacciardi, in cui chiede chiarimenti sui “361 posti” non indicati. E qualche manager ipotizza che «molti andranno alle cliniche».

I dati sui tagli, parlano chiaro: 164 sono i posti letto per “acuti” e 197 per “post-acuti”. Che fine faranno? A chi andranno?
Le organizzazioni sindacali mediche si chiedono le ragioni per le quali nei tagli, si faccia riferimento solo alle strutture sanitarie pubbliche (alcune per le quali sono stati affrontate spese inverosimili per completamenti e rimodernamenti di reparti; si pensi al Gaspare Rodolico del Policlinico di Catania o il San Marco, ospedale che dovrebbe essere consegnato a gennaio 2017, non previsto nella rete ospedaliera!) e nessuno sul fronte privato.
Che, guarda caso, sta organizzandosi al meglio. Come nel caso del Centro catanese di oncologia Humanitas, che avendo vinto il ricorso contro la Regione (aveva presentato un progetto per ampliare i posti letto realizzando un centro a Misterbianco), si è vista assegnare ben 70 posti letto!
(Nella sentenza del Tar di Palermo – si legge chiaramente – la previsione dell’impegno a convertire 70 posti letto da rapporto libero professionale ad accreditati e con la conseguente spesa a carico dell’amministrazione regionale. L’accordo siglato il 5 settembre 2013 tra l’assessore regionale della salute -in quel momento Lucia Borsellino -e la società Humanitas era vincolante).

E sull’ospedale San Marco?
Niente ridimensionamento di strutture, si direbbe stando alle parole dell’ass. Gucciardi: le eccellenze dell’Arnas Garibaldi di Catania saranno garantite così come l’avvio del San Marco, e al via i concorsi e tutela per i precari.
Intanto i sindacati, l’Anaao Assomed Sicilia in prima linea, stanno intessendo la rete per fare in modo che tutte le forze sociali e istituzionali, affrontino sul serio e definitivamente il “problema San Marco”. Si riuniranno il prossimo 10 ottobre nell’auditorium della parrocchia della Resurrezione del Signore nel quartiere di Librino.
Al termine dell’incontro allargato che si svolto al Comune di Catania alla presenza del sindaco Enzo Bianco, dell’ass.re Baldo Gucciardi, dei direttori generali Giuseppe Giammanco per l’Asp, Giorgio Santonocito per l’Arnas Garibaldi, Angelo Pellicanò per il Cannizzaro, e Paolo Cantaro per il Policlinico-Vittorio Emanule; ed ancora il rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro, il direttore della scuola di medicina Francesco Basile e il consulente del sindaco di Catania per le politiche sanitarie Francesco Santocono, oltre che i sindacati di categoria, si è sottolineato come la Sanità catanese sia pienamente tutelata.
Uno dei punti, ovviamente, la rete ospedaliera… e dell’assenza dell’ospedale San Marco di Librino – la cui consegna è prevista per l’inizio del 2017 e sul quale si sta approntando un percorso operativo condiviso – e del Garibaldi di Nesima.

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Ma Gucciardi smentisce categoricamente le ipotesi di tagli che avevano allarmato medici e pazienti. «Non può esistere il declassamento di una struttura di alta specializzazione come il Garibaldi-Nesima, voce positiva della nostra Sanità. Dobbiamo anzi lavorare insieme per renderla ancora più utile per la salute dei cittadini».
L’assessore ribadisce che la riforma della rete ospedaliera della Sicilia è al momento solo una bozza da elaborare con l’apporto e la partecipazione di tutti. Ma dal Ministero non la pensano nello stesso modo.

La coperta è corta. E se da una parte l’assessore rassicura, dall’altra l’agitazione aumenta. A Barcellona Pozzo di Gotto si è raccolta nell’atrio dell’ospedale Cutroni Zodda una rappresentanza di cittadini barcellonesi per manifestare dissenso e protestare contro la paventata chiusura, del Pronto Soccorso del nosocomio barcellonese secondo un provvedimento della Regione.
Questa mattina, è previsto un corteo studentesco sullo stesso tema, che proverà a coinvolgere i giovani e tutte le associazioni.

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