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Pennino: «Moltiplicare i luoghi del confronto e non boicottarli»

Critica la situazione dei servizi sociali, dopo la paralisi dell’assistenza domiciliare, il dramma degli enti che gestiscono i centri Sprar per l’accoglienza ai migranti e le mille altre condizioni di disagio nella quale versano centinaia di famiglie fragili della città, cittadini e organizzazioni hanno deciso di creare un gruppo dedicato su facebook e convocare per domani martedì 20 settembre a Brancaccio un’assemblea pubblica.

Palermo. All’assemblea, che si terrà alle ore 16.00 nell’Auditorium Giuseppe Di Matteo del Teatro Brancaccio in via San Ciro 15, prenderanno parte moltissime associazioni tra cui Parlautismo onlus, Centro di Accoglienza Padre Nostro onlus, Opera don Calabria, Apriti Cuore onlus, Inventare Insieme ma anche  cooperative sociali  tra cui il Consorzio Sol.Co e  soprattutto cittadini, gli stessi che oggi lamentano servizi assenti o insufficienti.

L’auspicio degli organizzatori era quello di vedere tra le fila del Teatro anche rappresentanti delle Istituzioni invece i vertici di Palazzo d’Orleans scelgono una strada diversa e convocano per lo stesso giorno due incontri, un tavolo sulle povertà la mattina ed una riunione con gli enti gestori degli Sprar della città il pomeriggio, addirittura in contemporanea all’assemblea di Rumore.

«Riteniamo che un’Amministrazione comunale attenta ai bisogni della propria cittadinanza  – dichiara Rosi Pennino, presidente dell’associazione Parlautismo onlus e animatrice del gruppo rumore  –  ed in questo caso dei propri cittadini più deboli,  avrebbe dovuto moltiplicare i luoghi del confronto e non boicottarne qualcuno forse giudicato troppo pericoloso per lo status quo. Sia chiaro, tutti noi avremmo certamente applaudito ed accolto un Sindaco ed una Amministrazione comunale che, senza alcun bisogno di formale invito, avesse deciso di venire ad ascoltare il nostro rumore. Con rammarico invece constatiamo che, come consuetudine, il Potere intende preservare se stesso piuttosto che favorire il pluralismo ed il moltiplicarsi delle occasioni di incontro, ritenendo invece più opportuno veicolare il dibattito esercitando un controllo su di esso. Noi non torneremo indietro, ci dispiace, stavolta no».

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