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Incendiano gli uffici comunali: due arresti a Comiso

Non volevano pagare le cartelle esattoriali, per questo danno fuoco agli uffici comunali di Comiso causando danni per migliaia di euro. Arrestati gli autori dell’incendio appiccato la vigilia di Natale del 2015

Ragusa. La Squadra Mobile della Polizia di Stato e il Commissariato di Comiso, su mandato della Procura della Repubblica di Ragusa, ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di due pluripregiudicati Carmelo Ricca e Michele Mario Sidoti, perché il 24 dicembre 2015, in concorso tra loro, hanno appiccato l’incendio agli uffici del Comune di Comiso di Via Flaccavento, causando gravi danni per miglia di euro e pericolo per l’incolumità pubblica.

I due pregiudicati sono: Carmelo Ricca (nato a Vittoria il 20.4.1968) già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, rapina, ricettazione, porto abusivo di armi, e Michele Mario Sidoti nato in Venezuela il 19.4.1956 con alle spalle arresti per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, ricettazione, truffa, emissione di assegni a vuoto.

La vigilia del Natale 2015, attorno le 5 del mattino, si vedevano le fiamme all’interno degli uffici comunali, ma in prima istanza si pensava fosse stato un corto circuito. Ma i Vigili del Fuoco dopo aver domato le fiamme, non escludevano la matrice dolosa, così la Squadra Mobile, Commissariato di Comiso e Digos davano inizio a serrate indagini.

Tra le ipotesi del gesto compiuto, il mancato rinnovo del contratto da parte del Comune oppure qualcuno di una ditta esterna che si occupava di manutenzione licenziato, un problema personale tra i dipendenti o ancora la matrice poteva essere di natura politica.

Da un attento esame delle immagini di video sorveglianza, il personale del Commissariato e della Squadra Mobile riusciva ad individuare oltre al viso di uno degli incendiari, anche il complice a bordo dell’auto utilizzata per raggiungere il Comune.
La Digos quindi escludeva la matrice di natura politica dell’incendio, e il cerchio si è stretto sui due o più incendiari.

Un altro dato importante è emerso dal traffico telefonico dei due indagati, difatti proprio quella notte e in corrispondenza dell’orario in cui è stato appiccato l’incendio, Sidoti e Ricca si sono sentiti telefonicamente e i loro telefoni si trovavano proprio nella zona del delitto, a differenza di quanto avevano dichiarato quando erano stati convocati alla Squadra Mobile e subito dopo essere stati sottoposti ad un’accurata perquisizione.

Le immagini degli impianti di video sorveglianza hanno confermato i sospetti.

Il lavoro fatto dagli inquirenti è stato complicatissimo perché hanno dovuto ricercare tra i numerosissimi registri andati parzialmente distrutti, le cause del pericoloso incendio.
Proprio dal controllo certosino, veniva individuata una cartella esattoriale a carico di un familiare dei due indagati per oltre 8.000 euro, pertanto è da ritenere che per cercare (erroneamente) di “eliminare” questo debito con lo Stato, i due hanno appiccato l’incendio. La cartella esattoriale era stata emessa perché il trasgressore aveva firmato assegni a vuoto per migliaia di euro a danno dei creditori.

«La Polizia di Stato – hanno precisato all’unisono il dirigente del Commissario di Comiso, nonché vice questore aggiunto della Polizia di Stato, dott. Emanuele Giunta e il dirigente della Squadra Mobile, il Commissario Capo della Polizia di Stato, dott. Antonino Ciavola – dopo una difficilissima indagine ha assicurato alla giustizia due criminali pronti a tutto, avendo messo in serio pericolo tutti gli abitanti della zona per un debito contratto per aver commesso altri fatti illeciti, peraltro danneggiando gravemente gli uffici del Comune di Comiso, patrimonio di tutti i cittadini».

Da sottolineare che l’incendio ha creato danni per migliaia di euro e la parziale inagibilità degli uffici comunali, proprio per la devastante forza delle fiamme appiccate che ha messo in grave pericolo di vita anche gli abitanti della zona, salvati dal pronto intervento della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco.

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