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Moto e scooter abbandonati, in giro per l’autorimessa dei vigili…

Nell’autorimessa della polizia municipale di Catania decine di scooter abbandonati. Tre euro e cinquanta centesimi al giorno per ogni singolo pezzo. Se si considera che le procedure per smantellare uno scooter possono variare da un minimo di pochi mesi fino a quasi dieci anni, il calcolo che ne viene fuori parla di cifre a tre o quattro zeri per ogni singolo mezzo

Catania. Ad una prima occhiata potrebbe sembrare un museo delle due ruote – e per certi aspetti lo sarebbe pure – con vespe, scooter e moto di ogni tipo di cilindrata e colore. Decine e decine di pezzi, uno accanto all’altro, quasi completamente ridotti a pezzi, che aspettano il loro destino. Fino a pochi mesi fa erano quasi mille. Trent’anni di storia racchiusi in quei pochi metri quadrati di cortile dove, cercando attentamente, si può  notare l’intramontabile “Si” della Piaggio, vicino all’ultimo modello uscito dalla fabbrica meno di un anno fa. Questa è l’autorimessa della polizia municipale di Catania. Qui – almeno in parte – è dove finiscono moto e scooter di ogni cilindrata sequestrati dai vigili o perché il proprietario, durante un controllo, è risultato sprovvisto di copertura assicurativa oppure perché sono stati coinvolti in un incidente mortale. Ammassati qui, all’aria aperta, con la pioggia e il vento che crea quella patina di ruggine che dà quasi un senso di malinconia a chi può ammirarli da vicino. Uno appoggiato all’altro, per lo più inutilizzabili e senza ormai nessun valore commerciale in attesa che la Magistratura o la Prefettura emanino le ordinanze di rottamazione. Spesso l’autorimessa non basta a custodirli tutti e così vengono smistati nei vari depositi privati che il Comune ha preso in affitto. Il costo? Tre euro e cinquanta centesimi al giorno per ogni singolo pezzo. Se si considera che le procedure per smantellare uno scooter possono variare da un minimo di pochi mesi fino a quasi dieci anni, il calcolo che ne viene fuori parla di cifre a tre o quattro zeri per ogni singolo mezzo. In teoria i proprietari possono riavere i propri veicoli. Visto però il lungo periodo di fermo – dovuto ad accertamenti e controlli – quelli che si presentano agli sportelli della polizia municipale di Catania si contano sulle dita di una mano. Il proprietario, infatti, oltre a dover pagare verbale e assicurazione, deve sobbarcarsi pure dei costi del trasporto per ottenere, alla fine, un pezzo di ferraglia mezzo arrugginito e impolverato che non può più essere rimesso in strada. Il risultato è che moto, motorini e vespe si ammassano in continuazione nei depositi e nell’autorimessa dei vigili urbani. Le ordinanze di rottamazione – è vero – consentono di recuperare prezioso spazio ma solo per poco tempo. Molto presto, nuovi mezzi prenderanno il posto di quelli oggi ridotti in un piccolo cubo di acciaio, vetro e plastica.

 

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