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La tradizione della tragedia greca torna al teatro antico di Taormina

Lo spettacolo di Daniele Salvo “Dionysus – Il dio nato due volte”, debutta sabato 24 settembre al teatro antico, un palcoscenico suggestivo ed unico al mondo.

Tratto da Le Baccanti di Euripide, Dionysus è l’ultimo spettacolo di Daniele Salvo prodotto da La fabbrica dell’Attore -Teatro Vascello di Roma, Tieffe Teatro – Menotti ( Milano), Teatrul de Stat  Costanta, con il patrocinio della Regione Sicilia e del Comune di Taormina.

Dionysus è già andata in scena in un altro luogo storico della tradizione classica siciliana a Morgantina, dove ha ricevuto un grande consenso di pubblico e di critica, ottenendo gratifiche nazionali ed internazionali per le varie caratteristiche che contraddistinguono la tragedia. Il regista ha infatti optato per delle incisive scelte molti cori, parti del testo, sono cantate e recitate in greco antico, inoltre vi è una colonna sonora parallela alla recitazione che accompagna lungo tutto il corso l’azione scenica. Questo ha portato ad attuare un grande lavoro sulla vocalità, sulle false corde e sulle varie potenzialità della voce, una fedeltà assoluta al testo cercando, contemporaneamente, di dargli freschezza e vitalità. Le musiche sono state composte dal Maestro Marco Podda, compositore e foniatra tra i più autorevoli del panorama italiano, più volte ha collaborato con Daniele Salvo.

La tragedia, come nella migliore tradizione, sarà messa in scena al tramonto, alle ore 19.00, una esclusiva per Taormina, dando la possibilità allo spettatore di ammirare un panorama suggestivo al crepuscolo con tutte le emozioni che la situazione può creare con il passaggio dalla luce naturale a quella artificiale.
Il cast vanta nomi eccellenti, oltre a Daniele Salvo, che interpreterà Dioniso, ne prenderanno parte i membri della compagnia “I sognatori.

L’emotività è il punto focale di questo lavoro. “Dal mio punto di vista, -afferma il regista Daniele Salvo – è proprio la tanto vituperata emotività il veicolo che rende possibile ancora oggi la fruizione del tragico e della catarsi. E’ profondamente necessario, per un interprete della tragedia greca, lavorare al raggiungimento di temperature emotive elevatissime, compromettere la voce e il corpo per raggiungere degli stati davvero perturbanti. Spero saremo in grado di raggiungere una recitazione colma di segreti, obliqua e antiretorica”.

Lo spazio scenico è stato strutturato come un labirinto mentale, un luogo metafisico in continuo mutamento, avvolto da delle pareti nere sospese nel vuoto che creano agilità nell’elemento scenico, i costumi saranno affidati a Silvia Aymonino, che traccerà la linea della contaminazione tra la grande tradizione classica ed un gusto più contemporaneo.

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