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Differenziata indifferente, l’autogestione della spazzatura

Differenziata si o no? E se si, viene applicata secondo regole e criteri corretti?

Il comune di Catania è ancora in fase di sperimentazione, alcune aree sono state indicate come zone prova e da qualche mese gli abitanti, forniti di sacchetti e cassonetti, stanno tentando questa nuova avventura.

In altri comuni dell’hinterland invece la raccolta differenziata “porta a porta” è già una realtà che sembra non aver raggiunto i risultati preannunciati.

A Gravina di Catania, ad esempio, questa pratica di smaltimento intelligente è attiva da qualche anno ma se all’inizio sembrava aver trovato un terreno fertile, con il passare del tempo, in alcune aree del comune, la gente sembra aver perso la voglia e anche la fiducia nell’efficacia di tale operazione.

Se infatti in principio era stato affidato, secondo il criterio del “porta a porta”, un decalogo di regole che divideva in, giorni, orari e colori, i diversi rifiuti da gettare, pian piano gli abitanti hanno notato come gli spazzini siano diventati flessibili nel loro lavoro, raccogliendo, in certi casi, i rifiuti indistintamente.

Questa non curanza ha potuto generare un processo di libero rifiuto?

Sembrerebbe che in alcune parti del comune, le più decentrate, i cittadini buttano in modo indifferenziato la propria spazzatura non seguendo più alcuna regola, anzi abbandonando anche quelli definiti rifiuti speciali. Questa incuria, secondo norma, dovrebbe essere punita con sanzioni dai 25 ai 500 euro ma, dato che la cattiva abitudine continua, c’è da pensare che le multe in realtà non vengano inflitte.

Per saperne di più abbiamo contattato l’assessore del comune di Gravina, Patrizia Costa che ha affermato «Sono molto positiva della differenziata a Gravina, non possiamo lamentarci. Certo c’è sempre qualche cittadino che sbaglia ma abbiamo un’ottima sinergia con gli operatori ecologici e l’azienda appaltatrice. Il nostro comune, dopo la dovuta sensibilizzazione ha risposto bene». Alla nostra domanda sul perché in alcune zone i cittadini lamentano una serie di costanti irregolarità sia da parte degli utenti che dagli operatori ecologici, l’assessore Costa ha risposto «Questo non è vero, noi abbiamo emesso molte multe. Io spesso vado con i vigili urbani e con gli operatori, apriamo le buste e segnaliamo tutto, le sanzioni a Gravina sono di 600 euro. Posso solo affermare che la gente qui collabora».

La differenziata pone ancora molti dubbi, farla è di certo segno di civiltà, ma la domanda che ci poniamo alla fine è, a cosa serve l’impegno del cittadino nell’effettuare una giusta partizione dei rifiuti, in una regione in cui gli stessi resti vengono poi rimescolati e uniti in una comune discarica?

 

 

 

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