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Dove si sente la puzza? Su facebook, un gruppo di segnalazione cittadina

“Un tempo con le prime piogge si respirava l’odore della terra, ora si sente solo PUZZA di vomito. Povero paesello come ti hanno ridotto”.

Questo è uno dei tanti commenti che si leggono nella pagina facebook Mappatura della puzza di spazzatura tra i comuni di Motta e Misterbianco. Un gruppo realizzato dagli abitanti della zona, stanchi dalle continue esalazioni che da più di 40 anni sono costretti a respirare.

Un destino “fetente” unisce i due comuni dell’hinterland catanese, il confine segnato da una discarica che tutti uniti combattono, in prima linea i due sindaci Nino Di Guardo, di Misterbianco e Anastasio Carrà, di Motta.

Due ventenni di promesse, parole, proteste ma nessuna azione concreta è mai stata realmente fatta. Non sono serviti i cortei e le manifestazioni indette dai cittadini insieme agli ambientalisti, ai volontari e ai consiglieri comunali, non sono bastati i dati allarmanti emessi dell’Arpa, che hanno rilevato la presenza di forte inquinamento nell’aria. La Regione e il suo Presidente continuano ad annunciare la realizzazione di termovalorizzatori o la chiusura della discarica mediante certificazioni sanitarie, nulla però si concretizza e ciò che si scorge all’orizzonte e solo la stessa medesima e putrida discarica.

Cosa rimane da fare? Attendere. Ma i cittadini continuano a combattere la loro “battaglia per la vita” come l’ha definita il sindaco Di Guardo, costituendo comitati NO discarica e attivando pagine sui social network, sfruttando il grande potere di questi nuovi mezzi di comunicazione.

Sulla pagina di Mappatura della puzza di spazzatura tra i comuni di Motta e Misterbianco, gli utenti oltre a postare l’ora e il luogo in cui arrivano le disgustose folate, condividono l’amarezza di vedere distrutti e resi invivibili i loro comuni. Aria irrespirabile e sporcizia, sono tanti i commenti i punti di domanda e la rabbia, soprattutto al pensiero di un futuro identico.

“Finitela di illudervi. La discarica verrà chiusa solo quando si riempirà” e continuano “Non fanno e non faranno nulla. Dicono che siamo in emergenza da anni. Normalità, così si deve chiamare no emergenza!”

 

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