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Unioni civili: a Catania i primi sì. Ma perché il casellario giudiziale?

Unioni civili. A Catania la prima è stata ufficializzata il 29 agosto scorso. Già pervenute al servizio anagrafe del Comune di Catania, altre due richieste. Per stabilire le date, si attende solo la verifica del casellario giudiziale. Prassi richiesta dalla legge Cirinnà. La legge approvata da pochi mesi, suscita ancora perplessità, disappunti, dibattiti e curiosità.

Unioni civili, a Catania, atto primo. Il 29 agosto 2016 è stata una data epocale per chi ha potuto coronare il proprio sogno, diventando “coppia” a tutti gli effetti, anche ai sensi della legge Cirinnà (approvata alla Camera l’11 maggio scorso).
Laura Testa e Rosalba Caruso (di 33 e 44 anni), hanno detto il tanto agognato sì, davanti al sindaco di Catania, Enzo Bianco, che ha ufficializzato la loro unione nei saloni del Castello Ursino.
L’1 settembre scorso nella sede dell’anagrafe in via La Marmora, la seconda unione.
E altre due coppie hanno già fatto richiesta al servizio anagrafe uffici dello stato civile del Comune. La data in cui saranno celebrate queste due unioni civili ancora non si sa: “Stiamo attendendo le verifiche della Procura della Repubblica, per i casellari giudiziali – spiega Margherita Ricca, funzionario responsabile del servizio – quindi, dopo aver incontrato le due coppie, valuteremo e pubblicheremo la data”.
Domanda di prenotazione che si può effettuare recandosi direttamente negli uffici della Direzione Servizi Demografici del Comune, o tramite fax 095/7424384, o con il metodo più moderno inviando una mail a: comune.catania@pec.it e direttore.decentramento@comune.catania.it.
Benché sul sito del Comune vi sia un errore nella documentazione richiesta (Scarica il Modulo per la “Richiesta di Costituzione Civile”) che, chiarisce la Ricca – “a breve, sarà risolto; si tratta solo di un allegato che va corretto”.
La legge approvata da pochi mesi, suscita ancora perplessità, disappunti, dibattiti e curiosità. Ed è superfluo dire che a monte, si tratta anche di un cambio di punto di vista, sgrezzare pregiudizi maturati in anni – secoli – in cui il matrimonio era per eccellenza, il caposaldo della famiglia formato da una “madre” e da un “padre”. Di due sessi diversi.
Ora le cose cambiano, e la legge* lo ha messo per iscritto, a scanso di equivoci. Ma è sul controsenso che ci soffermiamo: perché chiedere alle coppie che vogliano unirsi civilmente, la presentazione del casellario giudiziale? Che tipo di moralità devono dimostrare?

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